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_________________________ 70 anni della Liberazione Alleata in Sicilia

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Dopo il saluto del sindaco, il dott. Salvo De Luca ha dato lettura di una cronaca risalente all'estate del '43, un resoconto abbastanza dettagliato del giorno 7 agosto 1943, in cui è citato anche l'orario dell'arrivo degli Inglesi (ore 17.15), a cui è seguita una breve testimonianza di don Dolcimascolo il quale, oggi novantaduenne, ricorda benissimo quei giorni quando, giovane prete salesiano, fu sfollato come tanti altri pedaresi in contrada "Difeso" e rientrato ad applaudire i liberatori.

Tornato nel Collegio trovò il cortile pieno di mezzi militari inglesi e ricorda pure che l’indomani gli offrirono il tradizionale loro te con dei biscotti. Nel resoconto letto dal De Luca si accennava anche al drammatico dialogo che ci fu tra un ufficiale tedesco e il direttore del collegio salesiano di Pedara.
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Il tedesco voleva posizionarsi sulla terrazza dell’Istituto con delle armi ma il padre salesiano era convinto che ciò avrebbe comportato il cannoneggiamento dell'immobile, cosa che, come ricorda don Dolcimascolo, avvenne in minima parte e i segni sono ancora oggi visibili nel grande eucalipto presente nel cortile del Collegio.

Il dott. Giuseppe Mazzaglia, storico locale, ha accennato in sintesi all'Operazione Husky programmata a Casablanca da Inglesi e Americani nel gennaio del 1943, in un periodo particolare della guerra, dopo le sconfitte dell'Asse italo-tedesco in Russia e in Africa Settentrionale. Di queste due campagne militari, in sala erano presenti il signor Alfio Distefano, di 94 anni, reduce della battaglia di El Alamein, e il signor Peppino Nicolosi di anni 93, reduce della ritirata del Don.


In Sicilia sbarcarono la VII Divisione Americana formata dalla 1°, la 3° e la 45° tra Gela, Licata e Scoglitti, e l'VIII Armata britannica composta dalla 1° Divisione Canadese, dalla 5° e 50° Divisione Inglese, dalla 51° Divisione Highland scozzese e dalla 231° brigata "Malta". L'avanzata degli alleati fu fermata dai 28.000 tedeschi presenti in Sicilia (DIvisione Goreing e Sizilien) e dai 130.000 militari italiani presenti nell'Isola. I tedeschi fermarono gli americani a Troina e gli Inglesi a Ponte di Primosole. Pedara era all'interno della Etnastellung (la Linea dell'Etna) e fu coinvolta nelle soverchierie tedesche quali le razzie di muli, biciclette e mezzi di trasporto.


Come ha accennato il dott. Nunzio Rapisarda, Pedara fu il primo paese d'Italia a conoscere la rappresaglia tedesca che vide la cattura di 13 ostaggi a causa della morte di un tedesco avvenuta all'interno del quartiere di San Biagio a seguito del furto di un mulo. A ciò seguì la rivolta capeggiata dal podestà Scandurra in difesa dei suoi cittadini senza nessuno appoggio o supporto di natura politica e partitica.

Gli ostaggi poi riuscirono a salvarsi grazie al provvidenziale intervento della signora Maria Antonietta Morlini, milanese di origine, che conosceva il tedesco per aver studiato in un collegio svizzero e riuscì a trattare con i tedeschi ottenendo un allungamento sui tempi fissati per la consegna del colpevole o la loro fucilazione. In sua memoria, il sindaco ha consegnato al nipote della sig.ra Morlini, dott. Domenico Toscano   un riconoscimento civico.

La serata si è conclusa con la proiezione di immagini inedite dell'arrivo degli inglesi a Pedara, provenienti dall'Imperial War Museum di Londra, frutto della ricerca del prof. Nello Giannitto il quale ha letto le relazione ufficiale del sergente Grent, all’epoca operatore alla macchina da presa, mentre il dott. Mazzaglia commentava le eccezionali immagini.


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